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Il Colosseo Quadrato
Il Palazzo della Civiltà Italiana, ha ospitato per ben 25 anni (1970/1995) l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma; è dunque un edificio che ha rappresentato la storia di questo Ente Professionale.
Noto anche come “Palazzo della Civiltà del Lavoro” o semplicemente “Colosseo Quadrato” è uno dei simboli dell'EUR ed è considerato come l'icona architettonica del Novecento romano e modello esemplare della monumentalità del quartiere.
Rappresenta quel neoclassicismo semplificato di Marcello Piacentini - coordinatore della commissione per E42 - che si impose sul Razionalismo italiano di Giuseppe Pagano, Adalberto Libera e Giovanni Michelucci, anch'essi tra i progettisti del nuovo quartiere.
Il Palazzo nasce da un concorso del 1937, bandito per realizzare un edificio che potesse ospitare la “Mostra Permanente della Civiltà Italiana”.
Il concorso fu vinto nel 1938 dagli architetti Giovanni Guerrini, Enzo Bruno La Padula, Mario Romano e per la sua completa realizzazione occorsero cinque anni (1938/1943); venne comunque inaugurato il 30 novembre 1940, nonostante i lavori non fossero ancora ultimati.
Si tratta di una costruzione imponente: la superficie coperta è di 8.400 mq, per poco più di 200.000 mc ed un'altezza di 50 metri (68 metri col basamento).
Il Colosseo Quadrato, come si intuisce dal soprannome con il quale è forse più noto, si ispira al più celebre simbolo della “Città Eterna”, l’Anfiteatro Flavio (Colosseo), riprendendone e stilizzandone l'architettura caratterizzata da file di archi: 6 file orizzontali di 9 archi ciascuna.
La leggenda narra come tale scelta progettuale non fosse assolutamente casuale, ma simbolizzasse il numero di lettere che componeva nome e cognome di colui che ne volle la costruzione: Benito Mussolini.
L'edificio, soprattutto in alcune ore del giorno ed in particolare di notte, esprime un evidente fascino di architettura metafisica, che non a caso ha ispirato illustri artisti del 900, da De Chirico e Fellini.
Interamente rivestito in travertino, materiale caratteristico di tutto il quartiere, sorge su di un podio accessibile da due gradinate collocate ai lati opposti ed è un parallelepipedo su base quadrata a sei piani, con quattro lati perfettamente identici.
Ai quattro angoli del podio sono collocati quattro gruppi scultorei equestri raffiguranti i Dioscuri, i due mitici eroi greci, figli di Zeus e Leda, realizzati da Publio Morbiducci e Alberto Felci.
Sotto i fornici del piano terreno, sono collocate 28 statue (una per arco) che illustrano arti e mestieri: alte circa 3,40 metri, sono state realizzate nel 1942 da otto ditte specializzate nella lavorazione del marmo, provenienti dalle province di Lucca e Massa Carrara.
Le statue rappresentano, partendo dalla porta di ingresso (da sinistra in senso orario): l'Eroismo, la Musica, l'Artigianato, il Genio politico, l'Ordine sociale, il Lavoro, l'Agricoltura, la Filosofia, il Commercio, l'Industria, l'Archeologia, l'Astronomia, la Storia, il Genio inventivo, l'Architettura, il Diritto, il Primato della navigazione, la Scultura, la Matematica, il Genio del Teatro, la Chimica, la Stampa, la Medicina, la Geografia, la Fisica, il Genio della Poesia, la Pittura e il Genio Militare.
Sull'attico di tutte e quattro le facciate vi è un'iscrizione a grandi lettere:
“UN POPOLO DI POETI DI ARTISTI DI EROI DI SANTI DI PENSATORI DI SCIENZIATI DI NAVIGATORI DI TRASMIGRATORI”
La restaurazione del Palazzo, iniziata a novembre 2003 si è conclusa di recente: dal 2015 è sede dellla casa di moda FENDI.




